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dal punto di vista di Gio

 

Commento alle lettura della IV Domenica d'Avvento

In un classico Vangelo domenicale leggiamo e ascoltiamo solitamente le gesta o le parole che compie Gesù. In questi quattro Vangeli d'avvento, invece, abbiamo osservato che il protagonista non è Gesù, ma altri personaggi o eventi che hanno annunziato la sua venuta.
In questa domenica di avvento le protagoniste sono Maria ed Elisabetta.

Nel Vangelo ho cercato di riflettere, non sulle azioni commesse dalle donne, ma bensì sulla loro personalità:"perché sono così importanti?"
La risposta l'ho trovata leggendo l'antifona al Vangelo: "Ecco la serva del Signore:avvenga per me secondo la tua parola."
Proprio in queste parole mi rendo conto della così grande fedeltà e del pieno abbandono nelle braccia di Dio da parte di Maria e di Elisabetta.

Forse proprio come Maria viene a visitare Elisabetta, così sta venendo a visitare ognuno di noi per ricordarci che il Natale è alle porte e per preparare i nostri cuori alla sua venuta.

 

Commento alle letture della III Domenica d'Avvento

L' evangelista Luca inaugura anche questa terza domenica di avvento. 
Sebbene le letture della liturgia di questa domenica abbiano avuto come protagonisti la gioia e la letizia, il vangelo ci pone alcune importanti riflessioni.
Come in una poesia o in un qualsiasi testo si possono trovare delle parole chiave, anche in questo Vangelo possiamo rintracciare un' espressione che è un pò il fulcro del tema e che più precisamente è una domanda: "che cosa dobbiamo fare?"
è la domanda che pongono la folla, i pubblicani e i soldati a Giovanni il Battista, è la domanda che sarebbe bello ci ponessimo tutti quanti in questo periodo:l'avvento è iniziato, al Natale non manca molto, è il momento di riflettere seriamente e di iniziarsi a porre proprio questa domanda: "che cosa dobbiamo fare?"
Alla folla il Battista suggerisce di essere generosa e disponibile.

Ai pubblicani di non essere pretenziosi o arroganti.
Ai soldati di non maltrattare e di accontentarsi delle proprie paghe.
A questo punto, allora, mi chiedo che cosa direbbe a me Giovanni il Battista.
Penso che la sua risposta sia nell'affermazione finale, nella proclamazione di un uomo più forte di lui, un esempio per tutti noi : Gesù Cristo.
Credo proprio che nel momento in cui avremo capito che lui è la via da seguire, proprio nel momento in cui prendiamo come guida per i nostri passi egli stesso... abbiamo compreso quello che dobbiamo fare.

   

Commento alle Letture II Domenica di Avvento

In questa seconda domenica di Avvento siamo accompagnati dal vangelo secondo Luca.

"Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri ". Questo è l'invito che ci propone.

Ma, per il momento, lasciamo da parte questa frase: ognuno di noi sà come preparare il proprio cuore per la venuta del signore. Soffermiamoci invece, sulla profezia che segue: "ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie spianate".

Che significato hanno queste parole? Riflettiamo.

Forse la profezia parla di me. Forse quel burrone sono io ogni volta che sono vuoto della presenza di Dio e profondo nel peccato. Forse quel monte sono io ogni volta che mi sento forte e importante e non ho bisogno di nessuno per andare avanti. Forse la via tortuosa sono ancora una volta io, quando prima di fare del bene sono costretto a fare lunghi giri. Eppure non ho timore: Dio verrà! Verrà a riempire il mio burrone, verrà ad abbassare il mio monte, verrà raddrizzate  le mie tortuosità. Sì verrà! E mi salverà, e io mi renderò conto della sua salvezza: della salvezza di Dio.

 

Commento alle letture della I Domenica di Avvento

In questa prima Domenica di Avvento ci viene proposto il Vangelo secondo Luca. Quest'ultimo ha una chiave di lettura molto complessa: l'essere di questo Vangelo può essere confuso con il suo apparire.
Quello che può sembrare un Vangelo apocalittico, quasi catastrofico, dopo una più meditata lettura, diventa un Vangelo di speranza. 
Quella che sembra una minaccia è, al contrario, una promessa di un cambiamento. Una promessa di vita.
Mi chiedo, allora, se questa promessa è per tutti. No, il Vangelo parla chiaro: essa è per tutti coloro che "non si appesantiscono in dissipazioni, ubriachezze e affanni    della vita"
A questo punto però scaturisce la paura: la mia paura, davanti a questo avvenimento, una paura nuova e invincibile. La paura di un giudizio severo ed eterno.
Allora decido di riflettere e capisco che "la fine" di cui parla Gesù non è quella dei Maya perché se prendo come modello Gesù Cristo, secondo la sua promessa, per me non ci sarà fine ma solo vita e vita eterna.

   

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