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4 Ottobre 2015: CRESIME e Solennità del Serafico Padre S. Francesco d'Assisi

All’insegna delle novità le nostre ulitme Cresime:

1: nuovo il Vescovo, S.E. Mons. Paolo Lojudice;

2: nuova la statua di San Francesco

3: sempre uguale, però,...la Gioia nei sorrisi della nostra Comunità, arricchita di nuovi Doni dello Spirito al ’piccolo resto’ della nostra Parrocchia!

Semplicità, chiarezza e incisività nelle parole dell'Omelia del nostro nuovo Vescovo S.E.Mons Paolo Lojudice

Prendendo spunto dalla presentazione fatta dei cresimandi, in cui emergeva il loro impegno nell’attenzione agli altri, il nostro nuovo Vescovo ausiliario ha riscaldato il cuore della nostra Comunità, appena conosciuta, con parole semplici ma incisive. A ispirarlo anche la Solennità di San Francesco, che ricorreva quel giorno, e che richiamava i valori eterni dell’umiltà e della povertà e dell’impegno per i più bisognosi. Si chiedeva, infatti, il Vescovo: ” cosa può dire San Francesco alla nostra vita?” “ Come può orientarla?” “ Come possiamo assomigliare a lui?” Sicuramente nell’Umiltà! La vita di ogni santo - continuava - è una vita avventurosa, piena di travagli interiori. I giovani, che fanno a loro riferimento, non dovranno avere aspettative superiori alle loro forze ma trovare nei santi dei testimoni veri e credibili. Questa testimonianza potranno cercarla e averla anche dagli adulti che non dovranno limitarsi a soddisfare i loro bisogni materiali, né chiudersi come ricci ma ascoltarli ed essere, per i giovani, autentici e autorevoli. Come San Francesco aveva l’ossessione di assomigliare a Gesù, tanto da avere in ‘premio’ le stimmate, così gli adulti dovranno ricordare che Gesù non strappa alla vita ma ci chiede di viverla fino in fondo, sostenendoci a vicenda, confortati dallo Spirito Santo per essere testimoni per i giovani…

Il piccolo gruppo dei cresimandi, proprio perché piccolo e per aver vissuto questi anni, verso il completamento dell’Iniziazione Cristiana, con serietà e responsabile impegno ha ricordato un altro ‘piccolo ‘ gruppo: il piccolo resto della Bibbia, come è stato sottolineato nella loro presentazione al Vescovo, qui riportata:

“Eccellenza Reverendissima,

è con immensa gioia che oggi le presentiamo questi ragazzi che per la nostra Comunità sono stati, in questi ultimi tre anni, il nostro…piccolo resto!

Un…esiguo piccolo resto ma ben visibile e riconoscibile per l’impegno e la serietà mostrati con la loro partecipata e assidua presenza agli incontri di Catechismo, alle Celebrazioni Eucaristiche e nelle iniziative caritatevoli della nostra Comunità.

Eccellenza, questi ragazzi hanno…fin qui testimoniato un forte senso di appartenenza alla Chiesa, viva e vera, in questa loro e nostra realtà parrocchiale. Quando, ad esempio, sono stati chiamati ad impegnarsi nella Carità…di slancio e  senza esitazione, hanno deciso di orientarsi in due direzioni ben precise, non ‘distanti’, né intangibili:

1) la Basilica, che hanno definito la loro ‘casa’ e di cui avvertivano l’evidente bisogno di riparazioni strutturali;

2) le famiglie bisognose della nostra Parrocchia grazie anche alla testimonianza del nostro gruppo Caritas.

Per la ‘casa’ e per i poveri non hanno esitato a vincere il loro inevitabile imbarazzo e, con la collaborazione delle loro splendide famiglie,  hanno preparato dolci in gran quantità e, nelle Domeniche dei Tempi Forti, hanno…inseguito i parrocchiani, all’entrata e all’uscita di tutte le Messe domenicali (e noi ne celebriamo tante!…), per invitarli a comprare dolci porzioni, confezionate con cura…

E …d’ora in poi? Siamo certi, preghiamo e ci auguriamo che, ...d’ora in poi, se fedeli al Signore, come il piccolo resto d’Israele,  genereranno meravigliosi frutti  e saranno costruttori del Regno di Dio”...e noi li attenderemo a braccia aperte!

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