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Nuovi Ministri Straordinari dell'Eucarestia

siamo 'sapore'...  unico e irripetibile!

FIORISCONO E SBOCCIANO NUOVI MINISTERI NELLA NOSTRA COMUNITA'

È nella fucina dei Catechisti, come da nostra tradizione, che sono sbocciate, negli ultimi anni, belle e sincere vocazioni al Ministero straordinario della Comunione. E infatti dopo Ginevra Memoli, Roberta Cipollone e Rita Petrini, anche Valentina Pesce ha completato la formazione e ha ricevuto il Mandato, Domenica 9 Febbraio 2014, per questo delicato servizio alla Comunità. Mi piace pensare che diventare Ministri dell'Eucarestia è il naturale compimento e termine per ciascuno di noi...aveva detto il Parroco, durante l’Omelia, il 6 Ottobre 2013 nel giorno del  Mandato a Rita. È questa una speciale vocazione per il servizio e l’edificazione della Chiesa che si traduce  nel portare Cristo, la consolazione e l’aiuto a coloro che sono nel bisogno perché malati o moribondi, oltre che distribuire la Comunione a Messa. Per questo, nel conferire il Mandato alle nuove Ministranti, Padre P. Francesco ha chiesto alla nostra Comunità di stringersi attorno a loro con la preghiera e con il sostegno, augurandosi che altri, sul loro esempio, abbraccino lo stesso servizio.

Naturalmente, poi, dai Vangeli delle Domeniche dei Mandati è scaturito il nucleo intorno al quale il Parroco ci ha condotti a riflettere e cioè su come noi tutti siamo chiamati ad essere…: servi inutili; sale e luce della terra...per dare testimonianza della Fede…!

Mandato di Rita

Nell’Omelia del 6 Ottobre 2013, a rafforzare il senso della Fede, come servizio vissuto con umiltà e disponibilità, sono venute in soccorso le parole di  S. Paolo della II Lettera a Timoteo.

Parole e raccomandazioni che san Paolo oggi potrebbe dire ad ognuno di noi : “Figlio mio,ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mani.” E qual è il dono di cui parla se non la Fede ricevuta nel Battesimo e nella Confermazione? Un dono che occorre, dunque, ravvivarlo perché una volta ricevuto non si perde, rimane presente, anche se si attraversano momenti in cui la fede bisogna irrobustirla se è fragile, si addormenta o appassisce… Dio, infatti, continua Paolo, per questo dono non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza

I nostri tempi non ci chiedono  una facile risposta ma la ragione e il senso della risposta di fede che non fa sentire il Signore lontano perché anche se indugia...non tarderà ( Ab 1,2-3;2,2-4) . Non vergogniamoci del nostro dono, la Fede, dunque, ma ravviviamolo, dando testimonianza che la Luce c’è sempre ed è più forte del buio. Se, infatti,  non sappiamo dare una risposta possiamo certamente dare una testimonianza senza cercare riscontri. Solo il Padre deve accorgersi della nostra Fede e delle nostre opere, nel silenzio e nel nascondimento, poiché non desideriamo essere eroi di un giorno ma testimoni perenni e silenziosi.

Allora potremmo dire con gli apostoli a Gesù: “Accresci in noi la fede! ” (Lc17,5) , consapevoli che essa va solo accresciuta e ravvivata  perché  già c’è, proprio come abbiamo chiesto per noi e per Rita, nel giorno del suo Mandato.

 

Mandato di Valentina

La Domenica, 9 Febbraio 2014, del Mandato a Valentina, appena ultimata la proclamazione del Vangelo, come sempre i piccolini di Betlemme, con le loro catechiste, si sono avviati saltellando verso sala Kolbe, entusiasti e trepidanti per le sorprese che avrebbero vissuto. Osservando il baldanzoso andare di questi piccoli, Padre Francesco ha invitato l’Assemblea  a riflettere che ciascuno dovrebbe abbracciare la fede e viverla proprio come quei piccoli: con trepidazione ed entusiasmo… poiché ESSERE CRISTIANO significa AVERE ENTUSIASMO, GIOIA E SPENSIERATEZZA a fondamento delle nostre consapevolezze! Essere cristiano, come suggeriva anche Matteo,5 ... è questione di sapore e luce…!

SALE E LUCE

Sale: Continuava il Parroco nella sua Omelia che oltre ai significati biblici attribuibili al sale, ve ne sono alcuni più semplici da recuperare. È bello, infatti,  soffermarsi a pensare che il sale, per dare sapore, deve entrare in relazione con un altro elemento che lo assorbe e lo ‘abbraccia’ , divenendo un tutt’uno… L’acqua, per esempio, dopo aver assorbito il sale diviene...altro: diviene acqua salata, saporita…

Molte realtà hanno bisogno di ‘sale’…, di sapore nuovo, per trasformarsi…

Il Signore non c’invita a ‘diventare’ sale, ma ci dice che SIAMO già SALE della Terra, con un sapore unico e irripetibile. A ognuno, infatti è dato un SAPORE tutto proprio che deve entrare in relazione con l’altro .

Luce: Anche per la luce, Gesù non ci dice che saremo, diventeremo ma già siamo ‘luce’…Purtroppo—continuava il Parroco—a volte questa ‘luce’ è accesa in modo...sbagliato! La luce deve essere collocata in alto, perché tutti possano vederla, non possiamo nasconderla, offuscarla! A noi Gesù dice: tu sei quel sale, tu sei quella luce che tanti stanno aspettando…

Sapore: Dobbiamo ri-considerare questo nostro essere un investimento nel Tempo e per altri Il nostro ‘sapore’ è unico e irripetibile e deve venir fuori, deve essere investito! È tempo che accada, affinché la Gloria del Padre si manifesti e possa esser vista da altri…

Oggi purtroppo si assiste all’accrescersi di una mentalità, di un atteggiamento, che privilegiano l’ostentazione, la ricerca smodata del ‘mettersi in mostra’ in modo negativo. Il Signore non ci chiede, però, questo atteggiamento; non ci chiede di scavalcare gli altri, perché Lui, per primo, cerca una relazione con noi...come l’acqua e il sale fusi insieme … Nelle nostre Comunità, dobbiamo capire che ciascuno di noi è un sapore straordinario e unico! Se solo riuscissimo a...metterci in relazione, a costruire una vera e autentica relazione, apparecchieremmo un banchetto dove il sapore delle nostre relazioni ci sazierebbe perché saremmo sazi del sapore della nostra amicizia, come solo  il Signore può donarci!...

 

Così Rita e Valentina hanno tradotto, nel loro gesto di disponibilità e servizio, cosa significa poter esser sale e luce per gli altri, desiderando abbracciare, portare consolazione, a chi, per svariati motivi, non può recarsi in chiesa e nutrirsi del Signore. Essere, infatti, Ministro dell'Eucarestia è una speciale vocazione di donazione agli altri, portando Gesù con le mani, con il cuore e con le parole nel proprio tempo donato…

Ecco perché il Parroco, a conclusione, ha chiesto ancora di desiderare di volerci stringere,con l’affetto e la preghiera, intorno a loro affinché attraverso il loro…’sapore’, altri possano seguire il loro esempio!

 

 

 

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