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3. GLI ANNI OTTANTA E LA VISITA DI GIOVANNI PAOLO II

A ottobre del 1979 P. Cristoforo venne nominato parroco di S. Marco Evangelista, mentre ai Ss. Pietro e Paolo iniziò il servizio pastorale come parroco P. Fausto Casa che si trovava già da un anno presso la nostra comunità.

Anche P. Fausto curò molto il rapporto con le famiglie della parrocchia e si dedicò in maniera particolare al loro incontro in occasione dell’appuntamento annuale per la benedizione delle famiglie. Curò la pastorale degli anziani, fu vicino agli ammalati, alle persone sole, alle famiglie che soffrivano a causa di conflitti e di separazioni.

Avrebbe voluto essere sempre presente dove più si soffriva, convinto che l’azione pastorale è tanto più utile ed efficace quanto più è capillare e personale. Venne subito amato e apprezzato come persona buona, umana e preparata. La sua riservatezza era eloquente, rivelandosi un sacerdote ricco di umanità.

Il segno di apprezzamento della sua opera tra i fedeli si ebbe quando, momentaneamente degente all’ospedale, le dimostrazioni di affetto dei parrocchiani furono tali che un dottore commentò commosso: “Come è vero che chi nella vita semina amore, amore raccoglie”.

Il fatto saliente da ricordare durante il mandato di P. Fausto fu la visita del Sua Santità Giovanni Paolo II, domenica 22 marzo 1981.

Non appena, ai primi di febbraio fu confermata l’intenzione del Santo Padre di visitare la nostra parrocchia, P. Fausto riunì il consiglio di presidenza del Consiglio Pastorale che, considerate le cose da fare, gli adempimenti cui far fronte, le iniziative da promuovere ed attuare, si trasformò in comitato organizzatore e si mise subito all’opera con gran sollievo di P. Fausto che manifestava una grande preoccupazione per l’evento che si avvicinava.

Ogni componente del comitato assunse un compito particolare: c’era da organizzare il servizio d’ordine, valutare l’opportunità di inviti a personalità della parrocchia e del quartiere, curare la partecipazione della rappresentanza di Frigento (un paesino dell’avellinese, gemellato con la nostra parrocchia dopo il terremoto del 1980), incaricarsi del recupero, della pulizia e del restauro dei vari locali per le udienze, che venne poi attuato con l’energia, l’intelligenza ed il buon gusto di tante infaticabili signore che per giorni e giorni prestarono la loro opera. Nè si può dimenticare la figura di un distinto signore arrampicato e letteralmente “abbracciato” al crocifisso dell’altar maggiore, intento a spolverarlo e a lucidarlo.

Un esperto in antiquariato si occupò dei doni simbolici da presentare al Papa, uno in liturgia aiutò il parroco nella preparazione dello svolgimento della celebrazione liturgica; ci fu chi pensò ai canti ed alle prove del coro, chi si occupò dei contatti con i mezzi di informazione; un medico fu nominato “sanitario di servizio”; altri si mobilitarono per la diffusione dei manifesti e dei volantini con il programma della visita. Un notevole aiuto fu dato anche da una famiglia di imprenditori edili della zona.

Le Suore di Gesù Lavoratore pensarono alla sistemazione del giardino e del palco da cui il Santo Padre avrebbe parlato ai ragazzi.

Ma al di sopra di questi impegni singoli fu incisivo e gratificante il lavoro di gruppo: nelle riunioni serali si faceva il punto della situazione, ci si consigliava sulle decisioni da prendere, si risolvevano insieme i problemi più delicati come quello della scelta di persone per le letture, le intenzioni e le offerte. Alla particolare delicatezza di P. Fausto fu lasciato il compito più difficile e impegnativo: quello di scegliere le persone che avrebbero ricevuto l’eucarestia direttamente dalle mani del Santo Padre.

Alle 16 precise di domenica 22 marzo il Santo Padre arrivò in auto e scese davanti alla scuola parrocchiale S. Francesco, nel cui giardino lo accolse una folla di ragazzi e genitori. Dopo un indirizzo di saluto di un genitore e di un’alunna della quinta elementare, della consegna al Papa di un fazzoletto con i colori del Gruppo Scout Roma 50, il Papa ringraziò con adeguate parole; poi il colloquio con i ragazzi che prese più tempo del previsto.

Lasciati i bambini e i ragazzi, il Papa si avviò verso la Basilica con tante fermate per stringere le mani, fare cenni di benedizione e di saluto per le tantissime persone che si addossavano lungo le transenne. Quindi la lenta salita della scalinata e l’abbraccio con il Cardinale Francesco Seper, titolare della Basilica, che in qualità di “padrone di casa” lo attendeva sul portone.

L’ingresso in Basilica si fece lento e difficile, tra gli sforzi degli addetti al servizio d’ordine, quindi la vestizione in sacrestia per la celebrazione eucaristica.

Al momento dell’omelia, riportata integralmente sul sito del Vaticano, il Papa svolse un discorso molto denso di pensieri, ispirato all’episodio della Samaritana al pozzo. Durante la celebrazione, al momento della Comunione, un ragazzo disabile ricevette con grande gioia ed emozione, sua e dei suoi familiari, la sua Prima Comunione dalle mani del Papa.

Dopo la Santa Messa il Papa ricevette in sacrestia i sacerdoti ed i religiosi della XXV Prerfettura, quindi si è mosse per avere un contatto più diretto con i Gruppi e le Associazioni. Iniziò con il Consiglio Pastorale; fu poi la volta delle varie comunità di Suore operanti in parrocchia; poi l’udienza con il folto gruppo delle catechiste; quindi in palestra l’incontro con le Associazioni parrocchiali degli adulti (OFS, Apostolato della Preghiera, Gruppo di preghiera di P. Pio, S. Vincenzo, Legio Mariae, Gruppi della terza età e dell’amicizia, e della ricostituita Azione Cattolica; infine, nel salone dell’oratorio, con le coppie di coniugi del 25° di matrimonio e con i Gruppi di Impegno Familiare e Sociale.

Dopo questi incontri, a sera ormai inoltrata, il grande incontro in Basilica con i giovani delle scuole superiori, dell’università e quelli già inseriti nel mondo del lavoro, che espressero, cantando e inneggiando, la gioia di stare insieme con il Papa “dei giovani”.

Lasciata la Basilica tra le acclamazioni di saluto dei giovani il Santo Padre si recò nella casa parrocchiale per una breve pausa ristoratrice: sul tavolo del refettorio erano disposti bicchieri, tazze da tè e da caffè prestate per l’occasione da una famiglia di parrocchiani che ancora oggi le conserva religiosamente in quanto in una di quelle (chissà quale!) ha bevuto Sua Santità Giovanni Paolo II. Dopo questa pausa, erano ormai quasi le 21 il Santo Padre, uscito dalla casa parrocchiale, rispose all’ultimo saluto dei tanti ancora presenti sul piazzale e ritornò in Vaticano.

Sempre nel 1981, su iniziativa del GAM – Gioventù Ardente Mariana – si recitò, per la prima volta nei giovedì del mese di maggio, in vari luoghi del quartiere alle ore 21 il S.Rosario. La pia pratica fu ripetuta in tutti gli anni successivi fino al 2009.

A livello di lavori nell’edificio della Basilica sono da ricordare la sistemazione della “sala Kolbe” per le riunioni parrocchiali e come sede dell’Azione Cattolica giovanile nel 1980, la messa in opera della nuova luminosa bussola centrale della Basilica, in sostituzione di quella ormai malandata in legno, e l’apertura della “sala S.Francesco”.

Nel settembre del 1982 le Suore di Gesù Lavoratore lasciarono la conduzione della scuola per la chiusura dell’ordine e vennero sostituite dalle Suore Francescane Missionarie di Assisi, che ancora oggi continuano la loro opera, benvolute e stimate per l’impegno che dimostrano nell’educazione dei piccoli allievi, dalla sezione primavera che accoglie i bambini di due anni alla scuola dell’infanzia e primaria.

Memorabile è rimasta l’infiorata sulla scalinata della Basilica fatta nel 1983 per la festa dei Santi Pietro e Paolo.

Sempre nel 1983, e precisamente l’8 dicembre, fu festeggiato il 25° anniversario della parrocchia con la presenza del Cardinale Ugo Poletti, che presiedette la solenne celebrazione eucaristica.

Con P.Fausto hanno collaborato oltre ai già citati P. Sebastiano, P. Edoardo, P. Renato,

P. Raimondo e Fra Natale, anche:

P. Gabriele Zanfabro dal 1979 al 1982

P. Andrea Arvalli dal 1981 al 1984



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