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Indice
La Storia
2 - Sospensione
3 - Convenzione tra l'Ente E.U.R. e i Francescani Conventuali
4 - Restauro e completamento
5 - Apertura al culto
Tutte le pagine

4 - Restauro e completamento

Nel 1953 iniziarono i lavori di restauro e di completamento dell'edificio, affidati all'impresa Carlo Rossini, che proseguirono nel '54 e '55, seguiti da parte della Provincia Patavina dal P. Benvenuto Giacon, dal P. Alfonso Orlini e dal P. Celestino Biasi, al quale va il merito inoltre di aver stabilito i primi contatti spirituali con le famiglie che pian piano venivano ad abitare nella nuova zona.
Trasformare il tempio, ideato come costruzione "celebrativa", quindi nel monumentale stile in voga negli anni Trenta, in chiesa funzionale destinata a diventare la parrocchia del Quartiere, non fu un'impresa facile. Alla grandiosità dell'esterno corrispondeva uno spazio interno, destinato al culto, troppo ridotto; a ciò si aggiunga l'inconveniente che l'abitazione dei sacerdoti e le altre strutture che ogni parrocchia comporta dovevano necessariamente sorgere lontano dalla chiesa, situata per di più non al centro, ma ad una estremità del Quartiere.
L'interno della chiesa da ristrutturare con le quattro grandiose "quinte", la gigantesca cupola, le immense pareti intonacate di bianco, con i tre altari di marmo bianco – si consenta a chi scrive una personale valutazione inserita nella fredda oggettività della cronaca – non sembrano l'ideale per una chiesa che deve invitare, anche nelle linee architettoniche e plastiche, ad elevare l'anima al colloquio con Dio, singolo e comunitario.



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