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Consegna della Bibbia ai bambini del Gruppo Nazaret

UN LIBRO CHE NELLA VITA.... RITORNA!

Il 29 gennaio la nostra Comunità ha vissuto un’altra Domenica di festa! Infatti, alcuni dei suoi rappresentanti, insieme con il Parroco, hanno consegnato la Bibbia ai più piccoli nell’ulteriore tappa nel Cammino dell’Iniziazione Cristiana del gruppo Nazaret. Essi sono, come indicava il Parroco, bisognosi più di tutti, all’inizio del loro percorso di catechismo, del nostro conforto e della nostra unitaria presenza. A loro e alle loro famiglie è stata fatta una Consegna molto particolare ed importante, spiegava il Parroco, la Consegna di un Libro che nella vita … ritorna! Esso, infatti, a volte entra nel dimenticatoio e poi, ad un certo punto, per volere dello Spirito o per disposizione del cuore, lo riprendiamo.

Come ha sottolineato P. Francesco nell’Omelia, molti decidono di cominciare a leggere la Bibbia e lo fanno come se fosse un libro come gli altri, magari cominciando a leggerlo dall’inizio e rischiando, così, di confondersi, di commettere errori interpretativi e di perdere la ricchezza che è contenuta nella Bibbia stessa.

Molti invece, continuava il Parroco, aprono questoLibro a caso, cercando di trovarvi chissà quali risposte alle problematiche personali esistenziali, commettendo un errore ancora più grande. Ecco perché quella domenica, la nostra Comunità, ha voluto consegnarlo alle famiglie che dovranno guidare i loro piccoli nella lettura e nella scoperta della meraviglia contenuta in esso. La Bibbia è il Libro che contiene l’esistenza di ciascun uomo sulla Terra in modo paradigmatico; esso rivela, continuava a suggerire il Parroco, i più grandi segreti dell’esistenza e vale la pena esser guidati nella sua lettura.

La Sacra Scrittura è Parola di Vita che il Signore ha rivelato nel tempo, in modi diversi e poi ha deciso di farla vedere in una Persona: Gesù, Parola detta e realizzata. Questo è, allora, il principio fondamentale che deve animare il nostro desiderio di tornare alle Sacre Scritture. Noi, spiegava P. Francesco, consegnamo la Bibbia ai più piccoli perché ritorni alle famiglie; infatti essa contiene un insegnamento dato all’uomo con autorità, un insegnamento diverso da tutti gli altri, come il Vangelo ci dimostra in ogni sua pagina. Già al tempo di Gesù vivevano e predicavano molti falsi profeti, alcuni dei quali dispensatori anche di fascino dialettico; parlavano e soddisfacevano, quelli che san Paolo definiva: “ i pruriti della mente” . Ma l’insegnamento di Gesù, chiariva il Parroco, era ed è una Parola che mentre è pronunciata, realizza ciò che promette, come il Vangelo di quella Domenica (Mc1,21-28) ricordava quando Gesù ordinava allo spirito impuro: …”taci! Esci da lui!” e la Parola realizzava ciò che pronunciava. La  Parola di Gesù è coerente.

L’autorità della  Parola-Gesù nasce, è attinta dalla Verità dello Spirito che La ispira.Nella Prima Lettura (Dt 18,15-20),invece, il Signore diceva a Mosè, con assoluta severità, che i falsi profeti che diranno a nome suo cose che Egli non gli ha comandato, dovranno ricevere una punizione. Sappiamo , affermava P. Francesco, che ancora oggi ci sono tanti falsi ‘profeti’ che non parlano secondo Verità. Tuttavia oggi, come allora, puntualmente tutti passano presto nella storia senza lasciare traccia, poiché sono solo grandi parolai che illudono. Gesù, invece, non illude. Fidarsi della Sua Parola significa non rimanere delusi. Il Suo insegnamento è esigente, chiede impegno, ma alla fine premia sempre. Quando, ricordava P. Francesco all’Assemblea dei fedeli, Gesù aveva spiegato ai suoi discepoli che le sue parole anche se dure, erano ‘spirito e vita’ che avrebbero sfamato più del pane, molti di loro se ne andarono. Allora Gesù chiese ai suoi apostoli se volessero andarsene via anche loro, ma Simon Pietro gli disse: “Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna”… Come Pietro affermiamo che non ci sono, infatti, altre parole credibili, attendibili come le Sue, e sulle quali possiamo costruire la nostra vita, ci rassicurava il nostro pastore, aggiungendo che è su queste Parole che anche noi, Comunità di Ss. Pietro e Paolo, dovremmo fondare i nostri passi. È nel Vangelo, incalzava il Parroco, che troviamo il segreto della vera vittoria che tutti auspichiamo: la vittoria su noi stessi; ed è questo che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, al contrario di quei genitori che,  contrari alla Parola,  insegnano l’arroganza, l’affermazione di sé, la vittoria tout court...

Nella Liturgia della Parola, pochi minuti prima dell’Omelia animata dai genitori dei bimbi del gruppo Nazaret e durante la Preghiera dei fedeli, un’immagine si è impressa negli occhi di tutti noi, icona di ciò che è la trasmissione della fede: chiamati a dare testimonianza, farsi sostegno per coloro che sono i più deboli; era l’immagine di un papà che non era riuscito a staccarsi il piccolo figlio dalle sue spalle …

Ecco ciò a cui siamo chiamati e su cui fondare il nostro futuro: condurre i nostri passi, e quelli delle nuove generazioni, sugli insegnamenti del Vangelo che non inganna, perché è qualcosa di certo e di sicuro.

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